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La Storia delle rose comincia con le rose botaniche. Con questo termine si indicano le rose esistenti in natura, che non sono cioè frutto di un processo di ibridazione. Sono dette comunemente anche rose selvatiche e sono all’origine remota di tutte le cultivar conosciute fino ad oggi, quelle che, al contrario, derivano dall’ibridazione spontanea e casuale, oppure dovuta all’intervento dell’uomo.
Il genere Rosa è tipico ed esclusivo dell’emisfero settentrionale del nostro pianeta e conta più di 150 specie diversamente distribuite nelle quattro regioni principali di provenienza: L’Europa, il Nordamerica, buona parte dell’Asia e il Medio Oriente.
Pur essendo per certi aspetti molto diverse tra di loro, in relazione all’area geografica di origine, hanno tuttavia alcuni tratti che le accomunano: il fiore semplice, il profumo, il colore del fiore dal bianco al rosa (fatta eccezione per alcune specie gialle del Medio Oriente) e l’estrema variabilità dei caratteri.

Questa dote congenita, questa straordinaria mutevolezza dei caratteri, si è rivelata molto preziosa nel determinare l’incredibile successo delle rose nei secoli poiché ha consentito, attraverso l’impollinazione incrociata tra specie, operata dalla natura o dall’intervento umano, e la reiterata ibridazione avvenuta attraverso i secoli, la creazione di innumerevoli varietà, da quelle più antiche alle rose più recenti, tanto che si può giustamente affermare che La Rosa, da sempre, è la presenza più artificiosa in quel grande artificio umano rappresentato dal giardino. Nelle pagine che seguono, tratteremo una piccola selezione di rose botaniche, quelle presenti nel catalogo del vivaio. Alcune di esse non sono vere e proprie specie ma ibridi primari, che rappresentano, in realtà, il primo stadio dell’ibridazione, dovuto alle mutazioni spontanee di una specie, o all’incrocio di specie affini. Di molte altre, invece, si farà cenno nell’introduzione ai capitoli successivi.

Rosa Foetida Persiana

Foetida Persiana

Origine : Probabilmente Asia Centrale a clima caldo e asciutto

Portamento : Arbusto lasso di grandi dimensioni

Fioritura : Precoce e unica

Profumo : Intenso

 

Note: una mutazione spontanea della specie botanica rosa foetida, con rami bruno rossastri, grandi spine grigie, e abbondante fogliame verde chiaro. I fiori sono semidoppi, di un brillante giallo oro, molto intenso, con stami prominenti gialli che non scuriscono. Il profumo viene ingenerosamente definito foetido, perché secondo alcuni sarebbe un odore sgradevole. Un’affermazione che riteniamo francamente incomprensibile e che vi invitiamo a verificare di persona.

Un ibrido molto antico, di capitale importanza per la storia delle rose, l’unica a fiore giallo conosciuta in Europa fino agli esordi del XX secolo. Il colore giallo, nelle rose, è un carattere genetico del tutto residuale e recessivo: per questo motivo, nonostante Foetida Persiana fosse conosciuta in Europa sin dal ‘600, e nonostante i numerosi tentativi intrapresi, gli ibridatori non riuscirono mai ad ottenere nuove varietà di colore giallo. Joseph Pernet-Ducher, nell’anno 1900, utilizzandola in combinazione con un ibrido di tea, inaugurò il nuovo secolo con la prima rosa veramente gialla, la “soleil d’or”, capostipite di tutte le rose moderne di colore giallo o arancione. (Mentre Joseph Pernet-Ducher, con la sua ossessione, è il responsabile della diffusione della ticchiolatura, secondo l’accusa di Peter Beales).

 

Rosa Hemisphaerica

IBRIDI DI ROSA FOETIDA

rosa hemisphaerica

Origine : Probabilmente Turchia continentale

Portamento : Arbusto di grandi dimensioni

Fioritura : Precoce e unica

Profumo : Intenso

 

 

Note: una varietà probabilmente molto antica, ma introdotta in Europa all’inizio del ‘600. E’ un arbusto alto dai fusti sottili e le foglioline, simili a quelli di foetida persiana, sono di un grigio-verde chiaro e brillante.

Questa rosa bellissima, croce e delizia di tanti appassionati, è anche conosciuta come Rosa sulphurea, per via del colore giallo zolfo dei suoi fiori grandi e globosi. Va utilizzata in postazioni molto asciutte e soleggiate, come si conviene ad una rosa che provenga dal Medio Oriente, se non volete rischiare che i boccioli si appallottolino con l’umidità e non si aprano mai

Rosa Laevigata

Rosa Laevigata

Origine : Cina. Introdotta in Europa nel 1759

Portamento : Rampicante, m. 10 x 5

Fioritura : Unica

Profumo : Intenso e dolce.

 

Note: una rosa di notevole dimensione, adatta come scalatrice di alberi o come grande arbusto espanso, con fogliame verde scuro, persistente, lucido e brillante, grandi spine uncinate e sparse e grandi fiori bianchi, elegantissimi e raffinati, impreziositi da un vistoso ciuffo di stami gialli dorati. Proveniente dalle zone tropicali del sudest Asiatico, potrebbe essere delicata al freddo; da noi, in vivaio è stata testata per quasi 2 mesi con temperature minime tra i 6 e i nove gradi sotto le zero.. E indubbio, comunque, che predilige le zone calde: appena introdotta dalla Cina, alla fine del 18° secolo, si è subito naturalizzata nel sud degli Stati Uniti con il nome di Cherokee Rose.

Rosa Roxburghii Plena

rosa roxburghii plena

Origine Introdotta in India nel 1824

Portamento Arbusto ampio e tondeggiante

Fioritura Rifiorente

Profumo Delicato e dolce

 

Note: una rosa insolita e fuori dal comune, con fiori doppi e piatti, dai petali morbidamente arruffati, rosa deciso con una qualche sfumatura lilla. Il suo nome di battesimo è Rosa Roxburghii, ovvero La rosa di Roxburgh che era il sovrintendente al giardino botanico di Calcutta nel 1824. E poiché fu scoperta prima della varietà a fiore semplice, che è la vera specie botanica, per metterci una toppa sopra, quest’ultima venne denominata Rosa roxburghii normalis.

Probabilmente è ibridata con una rosa cinese, che gli ha trasmesso il carattere della rifiorenza. Ma su questo punto i pareri sono discordi: c’è chi afferma che non rifiorisca affatto, qualcun’altro sostiene che sia una rifiorente continua e abbondante; altri ancora giurano che la rifiorenza è scarsa se non addirittura misera. La nostra esperienza in vivaio concorda con questi ultimi ma solo in parte, perché siamo convinti che il vigore di questa rosa tolleri malvolentieri la costrizione del vaso e che solo piantata in giardino dia il meglio di sé.

L’arbusto è molto forte, con rami dall’andamento angoloso e forti spine, quando il legno è maturo si sfalda piacevolmente come una pergamena. Il fogliame è semplicemente e deliziosamente piccolo ed elegante , verde chiaro e immune da malattie. I calici che racchiudono i boccioli sono cosparsi di una fitta peluria un po’ irta che successivamente, quando il fiore è fecondato, diventa un cinorrodo pungente, come un riccio di castagna.

 

Rosa Sancta

Rosa Sancta

Origine Abissinia, 1890

Portamento Arbusto

Fioritura Unica

Profumo Dolce e muschiato

 

Note: nota anche come Rosa Richardii, è un arbusto basso e largo, con lunghi sarmenti, probabilmente un incrocio molto antico di Rosa gallica. Pare sia stata ritrovata sugli altipiani dell’Abissinia e dell’Etiopia, ma anche in alcune tombe dell’Antico Egitto (da cui l’appellativo di Sancta). I fiori sono semplici, di colore rosa tenue, molto luminosi e con un aspetto un po’ gualcito che aggiunge fascino insieme ai vistosi stami giallo oro. In autunno produce delle piccole bacche scure.

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